Quella mancanza di risposte, di solidarietà e di buona volontà da parte nostra può creare delle situazioni aberranti e dolorose. E così dobbiamo registrare qualcosa che dimostra l'assurdità della situazione in cui noi rischiamo di mettere loro, quelli che italiani non sono, ma vorrebbero esserlo.
Ci sono stranieri che ricorrono alla chirurgia per camuffare e nascondere quella che noi abbiamo irrimediabilmente segnato come la loro diversità. Stranieri che si indebitano pur di mitigare i loro tratti somatici, la larghezza delle loro narici, per essere meno diversi da noi.
Ce ne sono altri che assumono farmaci vietati e pericolosi per la loro salute per sbiancare la loro carnagione troppo diversa dalla nostra.
"Questa tendenza è emblematica del desiderio di uscire dai confini della minoranza d'appartenenza - sostiene Aly Baba Faye, sociologo d'origine senegalese - in tal modo, infatti, i gruppi subalterni cercano di corrispondere ai canoni di bellezza dei gruppi dominanti, operando purtroppo un taglio netto nei confronti dell'identità originaria".
Non dobbiamo meravigliarci di queste risposte, non dobbiamo scandalizzarci o rimanere ammutoliti di fronte a tanto disagio che non trova risposte. Scandalizziamoci, invece, della mancanza di risposte e dell'abbandono di quel senso di solidarietà che ormai non è rimasto neanche più sulla carta.